Quando si parla di prostata e del suo stato di salute si fa spesso riferimento al PSA, uno di quegli acronimi non troppo semplici da decodificare, soprattutto nel complesso ambito medico. Cerchiamo, quindi, di spiegare che cos’è il PSA e cosa potrebbe indicare una sua eventuale alterazione.

Il PSA è un enzima prodotto dalla prostata che, rendendo il liquido seminale meno denso, consente agli spermatozoi di potersi muovere e quindi di sopravvivere. L’antigene prostatico specifico, o PSA appunto, è presente nel liquido seminale in alta concentrazione, mentre nel sangue soltanto in piccole quantità (500 – 1000 volte inferiori), misurabili in nanogrammi/ml. Ma, in molteplici condizioni fisiologiche o patologiche, il PSA va in circolo, con concentrazioni sanguigne più elevate.

È bene sottolineare che il PSA non è, quindi, un “tradizionale” marker tumorale o neoplastico, come erroneamente si potrebbe pensare, ma un indicatore che necessita della competenza specifica dell’urologo per poter essere correttamente interpretato. Ecco perché gli urologi valutano contemporaneamente diversi parametri: andamento del PSA nel corso dei mesi o degli anni, esplorazione digito-rettale, sintomatologia e storia clinica del paziente. Solo in questo modo è possibile individuare un PSA sospetto e, quindi, diagnosticare alcune patologie, benigne o maligne.

Modificazioni del PSA: quando e perché

È, dunque, importante sapere che il PSA è sì un valore “organo specifico” (cioè si alza o si abbassa per motivi legati alla prostata) ma non “malattia specifico” (non è, quindi, diretta conseguenza di un tumore della prostata): innalzamenti del PSA possono, infatti, esistere in soggetti con patologia prostatica benigna ma, d’altra parte, soggetti con tumore prostatico possono avere un PSA normale.

Ecco allora un elenco di alcune tra le cause che possono determinare un innalzamento o, al contrario, una diminuzione del PSA.

Cause di diminuzione:

terapia con finasteride (farmaco utilizzato, ad esempio, per il trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna o del cancro alla prostata)

Cause di innalzamento:

  • cistoscopia
  • agobiopsia
  • esplorazione rettale
  • ritenzione acuta d’urina, cateterismo, prostatiti croniche
  • prostatiti acute
  • iperplasia prostatica benigna (IPB)
  • infezioni delle vie urinarie o del liquido seminale
  • carcinoma prostatico

Che cos’è, quindi, il test del PSA? Uno screening da non dimenticare

È il test dell’antigene prostatico specifico (in inglese Prostate-specific antigen test, PSA). Questo test analizza un campione di sangue in cui viene controllato il livello di PSA. Se si rilevano livelli di PSA più elevati del normale, ovvero al di sopra di 4.0 ng/ml, questo può indicare una delle patologie sopra citate. Il test è standardizzato in base alle fasce di età dei pazienti ma dovrebbe essere sempre interpretato dall’urologo in maniera dinamica, seguendone, appunto, le variazioni nel tempo.

Lo screening tramite test del PSA per il carcinoma della prostata viene, ad ogni modo, consigliato agli uomini sopra i 40 anni che abbiano familiarità con il tumore della prostata e a tutti gli uomini al di sopra dei 50 anni (come, del resto, è consigliabile un controllo annuale dall’urologo, proprio come le donne fanno con il ginecologo). Qualora l’urologo ravvisi un PSA sospetto, potrà indicare al paziente tutti gli approfondimenti necessari. Quali? Ad esempio, una risonanza magnetica o, in strutture all’avanguardia come Villa Betania, una Biopsia Fusion.

 

 

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