Nell’era dell’intelligenza artificiale, dell’internet of things e dell’automazione, la scienza che studia le malattie, la loro cura e la loro prevenzione non poteva certamente restare un passo indietro. Ed ecco che anche la medicina ha la sua forma hi tech, la chirurgia robotica per l’appunto, che permette di eseguire operazioni chirurgiche tramite un robot. Con la locuzione chirurgia robotica si intende, in sostanza, l’ultima evoluzione della chirurgia mininvasiva, in cui il chirurgo non opera con le proprie mani ma manovrando un robot a distanza, seduto ad una console computerizzata, posta all’interno della sala operatoria. . Si tratta, quindi, di chirurgia di estrema precisione, i cui vantaggi per il paziente sono molteplici.

Si potrebbe erroneamente pensare alla chirurgia robotica come ad un concetto astratto, un obiettivo verso cui la medicina si sta orientando, un progetto ancora lontano e in fieri. E, invece, la chirurgia robotica e già una prassi o – meglio – lo è in quelle strutture all’avanguardia che hanno scelto di investire in innovazione. Villa Betania, a Roma, ne è un esempio; qui, infatti, gli specialisti di RomaUrologia utilizzano da tempo la tecnologia robot e il suo direttore, il professor Maurizio Buscarini, ha alle spalle un’esperienza tale in questo ambito da spingere la proprietà ad organizzare, per il mese di giugno, un congresso di due giorni che ospiterà esperti di fama internazionale proprio in chirurgia robotica applicata all’urologia.

Prof Buscarini, parlando di chirurgia robotica, a che punto siamo in ambito urologico? 

Ad oggi, la chirurgia de-robotica è lo standard ma non ci sono dubbi: tutta la chirurgia che si farà in futuro, per lo meno quella di un certo tipo, sarà robotica. I robot stanno migliorando; un ostacolo allo sviluppo ubiquitario della chirurgia robotica è, però, il monopolio da parte dell’unico produttore mondiale che mantiene dei prezzi proibitivi.

Quante strutture sanitarie italiane sono dotate di una tale tecnologia?

In Italia ci sono, ad oggi, 49 robot: la maggior parte di questi si trovano al nord; Milano, ad esempio, ne ha 9 mentre nel centro-sud la situazione è molto più frammentaria, riflettendo in qualche modo il dualismo che c’è tra le stesse strutture sanitarie della Penisola. A Roma, invece, la chirurgia robotica è ancora sottoutilizzata; qui a Villa Betania siamo in fase avanzata di organizzazione per l’installazione di un sistema robotico di ultima generazione che sarebbe il primo a Roma per quest’anno.

Quali tipologie di interventi si possono fare con la chirurgia robotica?

Il robot può, sostanzialmente, sostituire tutta la chirurgia tradizionale che si fa normalmente in laparoscopia, quindi tutti gli interventi sul rene, sulla vescica e sulla prostata di oncologia e anche molta chirurgia ricostruttiva. Quello che non è possibile fare con il robot è tutta la chirurgia più piccola e meno invasiva, come quella per la calcolosi o l’ipertrofia prostatica benigna.

Quali sono i vantaggi per il paziente?  

Il vantaggio per il paziente è quello di una degenza ultra breve anche per gli interventi di chirurgia maggiore (solitamente si parla di un giorno); mini invasività con ridottissime perdite ematiche; ultra precisione che permette di salvaguardare le strutture più piccole e millimetriche deputate a funzioni di un certo tipo come, ad esempio, i nervi dell’erezione; altro vantaggio è quello estetico perché non sono più necessarie le grandi incisioni di un tempo ma solo dei millimetrici fori sull’addome.

L’equipe di RomaUrologia che opera con il robot Da Vinci ha una formazione specifica? 

Sì tutti quelli i chirurgi che operiamo con il robot Da Vinci hanno fatto il tirocinio con me; io mi occupo di chirurgia robotica dal 2002 e fino ad ora ho eseguito oltre 3 mila interventi di questo genere. Nel corso dei miei 12 anni di esperienza negli Stati Uniti, entrai in contatto con un gruppo di ingegneri che stava sviluppando e mettendo in commercio un sistema per la chirurgia robotica che poi è diventato quello standard e, quindi, ho partecipato ai primi studi sperimentali e sono presente anche in uno dei brevetti.

Il 21 e 22 giugno avrà luogo un evento importante per lei e per il team di RomaUrologia, il congresso Live Surgery 2018, di cui lei è il Presidente: quali saranno i temi affrontati e i personaggi più illustri presenti

La chirurgia in diretta che eseguiremo con il team di RomaUrologia e il Gruppo Giomi – di cui Villa Betania è entrata a far parte nel 2015 – è il risultato della volontà del proprietario di Villa Betania, Massimo Miraglia; il desiderio è quello di presentare alla comunità scientifica la nostra struttura sanitaria rinnovata e innovativa. Per questo motivo ha chiesto a noi RomaUrologia di organizzare un congresso/corso di chirurgia in diretta, invitando ospiti stranieri e italiani; saranno, quindi, due giorni live dalle nostre sale operatorie con chirurgia robotica, mininvasiva e più tradizionale, abbracciando tutto l’ambito dell’urologia. Ospite d’eccezione sarà Ash Tewari che è il medico che, attualmente, ha la più grande esperienza in chirurgia robotica del tumore della prostata. Tewari è il direttore del Mount Sinai di New York e fondatore del Prostate Cancer Center – Weill Cornell sempre a New York. Uno dei migliori chirurghi sulla prostatectomia radicale al mondo. Ha, infatti, effettuato circa 10.000 interventi robotici. Verrà inoltre, ad inaugurare il congresso il Presidente della Repubblica; un grande onore per noi!