Definizione di Varicocele

Il varicocele è una patologia caratterizzata dalla comparsa di varici del plesso pampiniforme.

Epidemiologia

Il varicocele è una affezione di comune riscontro, ne è colpita il 16% della popolazione adulta maschile e si ritrova nel 30% circa degli infertili. Il varicocele è sinistro nella maggior parte dei casi.

Etiologia

Per comprendere la patogenesi del varicocele è utile ricordare brevemente l’anatomia del sistema artero venoso del testicolo e dell’epididimo.

Tre arterie garantiscono l’apporto sanguigno del didimo e dell’epididimo: l’arteria testicolare o spermatica interna (la più importante), l’arteria deferenziale e l’arteria cremasterica o spermatica esterna.

Il sistema venoso può essere suddiviso in superficiale e profondo. Il sistema venoso profondo trae origine dal didimo con le vene testicolari che dirigendosi in alto formano tronchi venosi di calibro crescente e all’interno del funicolo spermatico costituiscono tre plessi, che rispetto al deferente, sono situati anteriormente, medialmente e posteriormente.

Il plesso anteriore nasce da 8-10 vene che drenano didimo e epididimo, si dirigono in alto circondando l’arteria spermatica interna (formano un meccanismo controcorrente di scambio di calore), quindi si riducono di numero e a livello dell’anello inguinale interno si possono trovare due tre rami venosi che seguono l’arteria spermatica interna.

Oltrepassato l’anello inguinale interno decorrendo anteriormente all’uretere (il tronco venoso può essere unico o duplice) raggiunge la vena renale a sinistra e la cava a destra.

Il plesso spermatico medio è formato dalle vena deferenziale e dalla vena funicolare, la prima sbocca di solito nella vena epigastrica inferiore, la seconda nel plesso prostatico e vescicale.

Il plesso spermatico posteriore è formato da 4 –5 vene e sbocca nella vena epigastrica inferiore o nella safena interna.

Il sistema venoso superficiale decorre esternamente al funicolo spermatico ed è formato dalle vene cremasteriche e scrotali.

Le vene cremasteriche uniscono il plesso spermatico intrafunicolare alle vene epigastriche inferiori.

patogenesi

  1. nel maggior carico venoso a sinistra, imputabile allo sbocco ad angolo retto della vena spermatica sinistra nella vena renale omolaterale
  2. alla maggiore incidenza di agenesie valvolari a sinistra
  3. sempre a sinistra si può avere reflusso reno-spermatico dovuto all’azione compressiva (nut-craker alto) dell’arteria mesenterica superiore sulla vena renale per cui avviene un aumento della pressione idrostatica nel sistema venoso gonadico sinistro con sfiancamento delle valvole della vena spermatica sinistra: questo tipo di varicocele viene anche definito intrafunicolare.

La seconda forma, “distale” dovuta alla stasi iliaca ( nut-cracker basso) provocata dall’arteria iliaca comune di destra sulla vena iliaca comune di sinistra. In questo caso possono essere dilatate le vene extra funicolari. Da ricordare, per ultima, la forma dovuta alla presenza di entrambi i meccanismi suddetti.

A destra la vena spermatica si getta nella vena cava ad angolo acuto con minor carico venoso. Questa situazione anatomica si somma ad una meiopragia costituzionale nei soggetti predisposti che causa una minor competenza del sistema valvolare delle vene del plesso pampiniforme provocandone la dilatazione.

La comparsa repentina di un varicocele in un soggetto non giovane impone gli accertamenti necessari ad identificare la presenza di una massa occupante spazio renale o retroperitoneale che comprimendo il sistema venoso ne sia la causa.

Varicolele e Fertilità

Il varicocele è una delle più frequenti cause di infertilità maschile. Ciononostante non esistono a tutt’oggi fondamenti evidenti a sostenere un nesso tra entità del varicocele, gravità del danno seminale e predittività del recupero di tale danno dopo correzione del varicocele.

Diagnosi

Il varicocele è solitamente asintomatico, spesso diagnosticato durante visita medica di leva o per attività sportiva. Occorre effettuare un’ispezione dello scroto, con palpazione in clino ed ortostatismo ed effettuando la manovra del torchio addominale (Valsalva).

Il varicocele puo’ essere classificato in base alla sua gravità in IV gradi:

 

  • I   Grado: evidenziabile solo al Doppler
  • II Grado: varicocele evocabile e palpabile solo facendo compiere al paziente una                manovra di Valsalva
  • III Grado: varicocele palpabile anche in assenza  di manovra di Valsalva
  • IV Grado: varicocele evidenziabile già all’ispezione

 

L’anamnesi nel maschio affetto da varicocele primitivo è assai scarna. In un certo numero di pazienti la diagnosi è stata posta alla visita di leva (attualmente non più obbligatoria). Solo una minoranza dei pazienti riferisce una sintomatologia, sempre modesta, di tipo gravativo o tensivo a livello dell’ emiscroto interessato, specialmente dopo protratta stazione eretta e durante gli sforzi fisici. Un certo numero di pazienti, di età solitamente oltre i 30 anni, giunge all’uro-andrologo per un problema di infertilità di coppia.

L’esame obiettivo, deve prendere in considerazione, per primo, l’aspetto generale del paziente: la distribuzione dell’apparato pilifero, lo sviluppo dei caratteri sessuali secondari, delle mammelle e la presenza di patologia varicosa in altri distretti venosi (arti inferiori, emorroidi).

Eseguito solitamente in posizione ortostatica, consta di una parte ispettiva volta all’ evidenziazione delle ectasie venose e di una parte palpatoria mirata alla ricerca di queste ectasie. Il reperto palpatorio è definito dai semeiotici come “sacchetto di vermi”. Si accompagna solitamente alla manovra di Valsalva. L’esame obiettivo consente inoltre di classificare il varicocele in base all’entità delle ectasia venose (vedi classificazione di Dubin e Amelar).

Da ricordare il varicocele sub-clinico, cioè non rilevabile all’esame clinico, ma soltanto con accertamenti strumentali, eseguiti di solito per problemi di infertilità. Per puntualizzare il problema della fertilità non è detto che un varicocele sub-clinico o di I grado sia associato a una sub-fertilita meno grave, rispetto a un varicocele di III grado. In letteratura c’è accordo su quanto detto, anche se esistono alcune voci contrarie.

Importante è la ricerca dell’ipotrofia testicolare omolaterale: presenza di una riduzione volumetrica di almeno il 20% rispetto al controlaterale. L’ipotrofia testicolare rappresenta un elemento fondamentale per porre l’indicazione alla correzione chirurgica praticamente nella totalità dei casi, soprattutto nei pazienti al di sotto dei 17-18 anni, dove la scarsa attendibilità dello spermiogramma, rende l’ipotrofia testicolare l’unico criterio di orientamento terapeutico.

La velocimetria doppler ad onda continua ha rappresentato per molti anni l’indagine diagnostica principale per dimostrare la presenza e valutare l’entità di un reflusso venoso a livello del plesso pampiniforme. L’ecotomografia, esame ormai ad elevatissima diffusione, è l’esame diagnostico fondamentale, per la classificazione del varicocele. Permette infatti di valutare anche la volumetria testicolare. Lo studio color doppler, con PRF (power rate frequency) adeguatamente regolata a 1-1,5 Khz, permette di evidenziare facilmente il reflusso a livello delle vene spermatiche interne ed apprezzarne l’incremento durante un aumento della pressione addominale.

Indicazioni Chirurgiche

Età pediatrica

l’indicazione chirurgica per il varicocele nell’età pediatrica è limitata alla ipotrofia gonadica (didimo con volume del 20% inferiore al controlaterale). La correzione del varicocele nel paziente pediatrico affetto da ipotrofia gonadica ipsilaterale porta ad un recupero volumetrico del testicolo nell’80% dei casi. Lo spermiogramma andrebbe effettuato solo dopo i 18 anni di età (prima dei 18 anni di età avrà significato solo se lo sviluppo testicolare sarà completo (didimi > di 12 ml bilateralmente).

Eta’adulta

si raggruppano nelle seguenti categorie:

  1.   Varicocele Sintomatico

viene posta l’indicazione alla correzione chirurgica quando il paziente è “ sintomatico”. Raramente il varicocele può presentare una sua sintomatologia, costituita da dolore gravativo in posizione eretta a livello dei testicoli, del canale inguinale, della faccia interna della coscia . Questa “sintomatologia”, spesso non è dovuta, al varicocele ma a patologie concomitanti. Perciò è importante escludere patalogie concomitanti quali epididimiti, orchiti, spermatocele, testicolo mobile, ernia inguinale, prostatiti, subtorsioni del funicolo, calcolosi reno-ureterale, radicolo-nevriti, etc.

  1.       Infertilità.   : la condizione di infertilità può portare alla correzione del varicocele, sub-clinico o di I grado anche in soggetti con gonadi normotrofiche e asintomatici. Permangono ancora molti dubbi, sulla correlazione patogenetica fra varicocele e infertilità
  2.       Varicocele Persistente o Recidivo : Nel varicocele persitente o recidivo le indicazioni sono limitate all’infertilità (spermiogramma invariato) e alla presenza di sintomatologia .E’ bene ricordare che la correzione del varicocele non implica necessariamente un miglioramento dei parametri seminali e che al miglioramento dei parametri seminali non si associa automaticamente un incremento del pregnancy rate.

Correzione del Varicocele Recidivo o Persitente

Nella correzione del varicocele recidivo o persitente è indicato lo studio flebografico delle vene spermatiche. Tutte le tecniche possono essere utilizzate per correggere il varicocele, ma considerato che viene eseguita una flebografia di solito si procede a scleroembolizzazione sotto guida radiologica; nella nostra esperienza dopo flebografia anterograda viene eseguita una legatura mirata con accesso inguinale. Numerosi sono gli approcci chirurgici proposti per la correzione del varicocele.

Terapia del varicocele

Il varicocele va trattato se subentra infertilità documentata con partner normale o potenzialmente normale; Quando vi sono parametri seminali alterati; quando Il paziente lamenta dolore o fastidio scrotale o se insorge ipotrofia testicolare significativa.La terapia puo’ essere:

: a cielo aperto effettuando una legatura e sezione delle vene spermaticheChirurgica

senza alcun accesso chirurgico, utilizzando particolari e sofisticati materiali visibili ai raggi x (cateteri angiografici e guide metalliche) attraverso l’ausilio di appositi “intensificatori di brillanza” (angiografi digitali). Dopo la mappatura venosa, sempre attraverso il cateterino, si inietta in sede una sostanza sclerosante (e in aggiunta alcune volte una endo-clip metallica) che chiuderà il vaso venoso patologico, impedendo cosi il reflusso venoso nel testicolo che è stato la causa del varicocele e quindi della astenoteratozoospermia.

Scleroembolizzazione:

viene eseguita quando si deve intervenire su un varicocele di tipo bilaterale; si esegue posizionando tre accessi laparoscopici e si procede con la legatura delle vene spermatiche di destra e di sinistra.Laparoscopica:  

  • La percentuale di successo di queste terapie è abbastanza elevata, si aggira infatti sul 90%; in un 10% dei casi si hanno recidive entro pochi mesi dall’intervento. Non si segnalano complicanze di rilievo;

Da quando ho iniziato a dirigere l’Urologia del Campus Biomedico, nel 2008, ho avuto la fortuna di introdurre la moderna terapia della calcolosi urinaria e soprattutto a portare l’uso del laser ad olmio e dell’ureteroscopia con strumento flessibile per la frammentazione endoscopica dei calcoli ureterali e renali. In poche settimane, la divisione ha così colmato un gap di 20 anni in questo campo. In questi anni abbiamo effettuato oltre 250 interventi endoscopici, percutanei e anche in laparoscopia e a cielo aperto, imponendoci come uno dei centri più all’avanguardia per la cura della calcolosi sul territorio. Attualmente, i nostri giovani medici, finiscono la nostra specializzazione con un ottima conoscenza anche pratica delle più moderne tecniche di endourologia (MB)

Maurizio Buscarini

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