La risposta alle domande piu’ frequenti circa le patologie prostatiche, la prostata e le situazioni ad essa correlata.

Tutti gli uomini sanno di avere la prostata, tutti sanno che bisogna sottoporsi ai controlli ad un certo punto della propria vita, tutti sanno che la prostata potrebbe portare delle problematiche più o meno gravi, ma nessuno sa cosa sia veramente la prostata e perché sia così importante tenerla sotto controllo.

Questo articolo vuole essere un vademecum per rispondere alle domande più frequenti che gli uomini si pongono circa la loro PROSTATA!

Cosa è davvero la prostata ed a cosa serve?

Come dicevamo, tutti gli uomini sanno di averla ma ben pochi sono a conoscenza di cosa sia realmente! La prostata è una ghiandola annessa all’apparato genitale maschile che ha tre funzioni principali: produrre il PSA, contribuire, insieme alle vescicole seminali e ad altre piccole ghiandole, alla produzione di circa il 20-30% del liquido seminale e trasformare il testosterone nella sua forma attiva (il diidrotestosterone). Il PSA è un enzima che serve per mantenere fluido il seme dopo l’eiaculazione, permettendo agli spermatozoi di muoversi più facilmente attraverso la cervice uterina.

Il tumore della prostata e l’ipertrofia prostatica sono associati? L’ipertrofia predispone al tumore?

Il tumore della prostata e l’ipertrofia prostatica rappresentano due condizioni ben distinte e generalmente insorgono in due zone ben distinte della ghiandola. Gli uomini affetti da ipertrofia prostatica benigna (ossia l’aumento parafisiologico delle dimensioni della ghiandola prostatica con il passare degli anni) potrebbero non sviluppare mai una neoplasia ed, al contrario, gli uomini affetti da tumore della prostata potrebbero non avere alcun ingrossamento della ghiandola e tantomeno disturbi ad urinare.

Chi deve realmente eseguire lo screening con il PSA?

La scoperta del PSA come parametro di screening per il tumore della prostata ha completamente rivoluzionato l’approccio a questa malattia. Purtroppo nei decenni si è assistito ad una richiesta sempre più smisurata di questo esame senza una reale motivazione clinica. Esistono delle categorie di persone ben precise che devono dosare il PSA nel sangue ogni anno e sono:

  • Gli uomini con più di 50 anni
  • Gli uomini con più di 40 anni che abbiamo familiarità per il tumore della prostata (almeno un parente di primo grado con diagnosi di tumore della prostata)
  • Gli uomini con valore del PSA > 1 ng/ml a 40 anni di età
  • Gli uomini con valore del PSA > 2 ng/ml a 60 anni di età

Urinare male e disfunzione erettile: c’è qualche correlazione tra queste due situazioni?

Negli ultimi anni sono stati pubblicati tanti articoli scientifici che dimostrano la stretta correlazione tra i disturbi urinari e la disfunzione erettile. Si è visto che i pazienti che si sottopongono alle terapie, possono migliorare il flusso urinario, i sintomi minzionali ed anche la potenza sessuale. Sempre più infatti vengono utilizzate terapia di combinazione tra i farmaci per il trattamento dell’ipertrofia prostatica e quelli per la disfunzione erettile.

I farmaci per l’erezione sono davvero dannosi per il cuore?

Occorre sfatare il mito che i farmaci che si usano nel trattamento dei disturbi dell’erezione siano pericolosi per il cuore e possano portare ad eventi cardiovascolari. Gli studi scientifici non hanno dimostrato alcun aumento del numero degli infarti negli uomini che fanno utilizzo di questa categoria di farmaci comparati con gli uomini della stesa età che non fanno terapia per i disturbi dell’erezione. L’assunzione di questi farmaci è controindicata in chi ha già avuto eventi cardiovascolari come ictus o infarti o è affetto da ipotensione a riposo od aritmie o che fa uso di alcuni farmaci cardiologici come i nitrati. Pertanto è di fondamentale importanza che la terapia per i disturbi della potenza sessuale sia prescritta da uno specialista urologo e che gli uomini siano seguiti nel tempo, ma largo al trattamento di questa condizione che può affliggere in maniera significativa la qualità di vita dei pazienti.

 

A cura della Dott.ssa Cristina Falavolti