DIAGNOSI

Di solito il tumore esordisce con un nodulo, un aumento di volume, un gonfiore o un senso di pesantezza del testicolo .Per questo è importante che gli uomini imparino a fare l’autoesame del testicolo palpando l’organo di tanto in tanto per scoprire in tempo eventuali anomalie.

Graduale aumento di volume del testicolo, talora con senso di pesantezza, riscontro occasionale di un nodulo, raramente dolore acuto simulante un’orchiepididimite o una torsione testicolare. Anche il rimpicciolimento del testicolo può essere un segnale d’esordio della malattia. A volte comparsa di ginecomastia (aumento di volume della ghiandola mammaria) deve far pensare alla possibilità di problematiche di natura testicolare.

E’ importante che i genitori facciano controllare i bambini dal pediatra di fiducia, poichè una correzione dell’eventuale discesa incompleta del testicolo entro il primo anno di vita riduce il rischio di cancro e facilita la diagnosi precoce del tumore.

Ogni tumefazione del testicolo che nel giro di pochi giorni non regredisce con le cure mediche deve essere considerata sospetta.

Un punto fondamentale da raccomandare a tutti gli adolescenti e adulti è quello dell’autoesame, così come si fa nel tumore del seno. Solo così si eviteranno i riatardi nella diagnosi che ancora, purtroppo, spesso si verificano ancora oggi.

PREVENZIONE

Per i tumori germinali del testicolo non esistono programmi di prevenzione organizzati.
Gli stessi marcatori tumorali quali alfafetoproteina, beta-HCG ed LDH (ovvero sostanze che si possono trovare nel sangue in presenza di questo tipo di cancro), utili per la conferma della diagnosi e per seguire nel tempo l’evoluzione della malattia, non servono nella diagnosi precoce.

Data tuttavia la giovane età della popolazione a rischio, va sottolineata l’importanza dell’autopalpazione del testicolo, con attenzione verso qualsiasi modifica dell’anatomia o della forma dello scroto.

Adulti e ragazzi dovrebbero conoscere dimensioni e aspetto dei loro testicoli, esaminandoli almeno una volta al mese dopo un bagno caldo, cioè con il sacco scrotale rilassato. Ogni testicolo andrebbe esaminato facendolo ruotare tra pollice e indice alla ricerca di noduli anomali, che dovrebbero essere immediatamente riferiti al medico. Questo accorgimento può consentire una diagnosi precoce.

DIAGNOSI

La diagnosi del tumore viene effettuata tramite una ecografia dello scroto e il dosaggio di alcuni marcatori, cioè sostanze presenti nel sangue prodotte dalle cellule tumorali o indotte dalla presenza del tumore. Tali marcatori sono la alfa-fetoproteina, beta-HCG ed LDH

Dopo la conferma sarà necessario, asportare il testicolo per esaminare il tumore nella sua estensione locale e sottoporre il paziente a ulteriori accertamenti per verificare se le cellule tumorali si sono diffuse ad altre parti dell’organismo.

Ciò è importante per la scelta del trattamento più indicato.

STADIAZIONE

Il cancro del testicolo è classificato nei seguenti stadi:

stadio I, con tumore circoscritto al testicolo;

stadio IIA presenza di linfonodi peritoneali o pelvici con diametro < 2cm

stadio IIB presenza di linfonodi peritoneali o pelvici con dimetri compresi tra 2 e 5 cm

stadio IIC presenza di linfoonodi peritoneali o pelvici con diametri > 5cm

stadio III, quando il tumore si è diffuso oltre ai linfonodi anche in altri organi a distanza

 

COME SI CURA

Grazie ai progressi degli ultimi anni, oggi 9 casi di tumore del testicolo su 10 si curano con successo.

Quando il tumore è diagnosticato in fase iniziale ed è limitato al testicolo, la chirurgia è la prima scelta. Nelle forme più avanzate, invece, è necessario ricorrere alla radio o chemioterapia, considerando che questo tipo di tumore è molto sensibile agli effetti dei farmaci, con cui si ottengono quindi ottimi risultati.

Con i farmaci guarisce anche il 60-70 per cento dei casi di malattia già disseminata, a cui va aggiunto un 10-20 per cento di pazienti guariti definitivamente dopo l’asportazione di tumori rimpiccioliti precedentemente con la chemioterapia. In entrambi i casi, comunque, è necessario farsi controllare molti anni dopo la cura.

In pratica, nella malattia in fase iniziale è indicata l’asportazione chirurgica del testicolo e del funicolo spermatico (sia nei seminomi sia nelle forme non seminomatose), che può anche essere risolutiva.

Negli stadi più avanzati, invece, con metastasi ai linfonodi dell’addome oppure in altri organi, la chemioterapia consente un buon controllo della malattia. Dopo l’asportazione del testicolo Può essere inserita in sede una protesi che consente di mantenere l’aspetto estetico dello scroto.

Da quando ho iniziato a dirigere l’Urologia del Campus Biomedico, nel 2008, ho avuto la fortuna di introdurre la moderna terapia della calcolosi urinaria e soprattutto a portare l’uso del laser ad olmio e dell’ureteroscopia con strumento flessibile per la frammentazione endoscopica dei calcoli ureterali e renali. In poche settimane, la divisione ha così colmato un gap di 20 anni in questo campo. In questi anni abbiamo effettuato oltre 250 interventi endoscopici, percutanei e anche in laparoscopia e a cielo aperto, imponendoci come uno dei centri più all’avanguardia per la cura della calcolosi sul territorio. Attualmente, i nostri giovani medici, finiscono la nostra specializzazione con un ottima conoscenza anche pratica delle più moderne tecniche di endourologia (MB)

Maurizio Buscarini

PROF. MAURIZIO BUSCARINI

EMAIL: info@romaurologia.org

P.IVA: 13568111002