Quando si parla di fumo di sigaretta tutti pensano immediatamente al tumore del polmone; pochi sanno, invece, che il fumo è anche la prima causa di tumore della vescica. Una corrispondenza forse inaspettata che, proprio per questo, è bene conoscere e tenere in considerazione… soprattutto quando ci sta per accendere una sigaretta!

In sostanza, l’unico vero e proprio fattore di rischio attribuito al tumore della vescica è, ad oggi, il fumo di sigaretta. Che significa? Che una percentuale elevatissima di pazienti affetti da tumore della vescica fuma. E, infatti, se fino a qualche anno fa il tumore della vescica era una patologia prettamente maschile, visto che gli uomini erano i soli a fumare, ormai non è più così, andando a colpire anche una nuova categoria di fumatori: le donne. Le statistiche ce lo raccontano in modo chiaro: se fino a vent’anni fa l’incidenza del tumore della vescica era di 3 a 1 per gli uomini, oggi siamo passati ad più egualitario 2 a 1.

Esistono, però, anche altri fattori di rischio collegabili al tumore della vescica, i cosiddetti “fattori occupazionali”, tant’è che fino a qualche anno fa il tumore della vescica era considerato una malattia professionale; questo proprio perché è stato riscontrato essere collegabile a quei lavori che hanno a che fare con coloranti organici, raffinerie metallurgiche, lavorazione della gomma e amianto.

A cosa è bene fare attenzione, dunque?

E se di prevenzione del tumore della vescica in senso stretto non si può parlare, certamente si possono mettere in atto alcune “strategie difensive”:

  • fare attenzione al sangue nelle urine, ricordando però di rivolgersi allo specialista non solo quando le tracce riscontrate (ad occhio nudo o dalle analisi) sono macroscopiche ma anche quando sono microscopiche, soprattutto se si è un fumatore;
  • quindi, mai sottovalutare la presenza di sangue nelle urine; studi scientifici hanno, a questo proposito, dimostrato come nelle donne il tumore della vescica venga diagnosticato in fase avanzata e questo perché il genere femminile è in un certo senso “abituato” al sangue nelle urine dal ciclo mestruale e dalle cistiti ricorrenti e, quindi, non dia peso al sintomo;
  • spegnere la sigaretta!

Cosa fare, quindi, se si riscontra la presenza di sangue nelle urine?

In prima battuta è necessario escludere, attraverso l’esame delle urine e l’urinocoltura, che il sangue non sia la conseguenza di un’infezione; se gli esami sono negativi, è bene sottoporsi ad una cistoscopia e ad una tac. Non è, dunque sufficiente, come erroneamente si pensa, un’ecografia per escludere il tumore perché questo potrebbe essere nascosto nella stessa vescica o lungo tutte le vie urinarie. In sostanza, un’ematuria apparentemente immotivata necessita di accertamenti approfonditi, ovviamente sempre sotto la guida da un urologo di fiducia.

 

 

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