Incontinenza e disagi urinari possono essere risolti con l’uroginecologia

L’uroginecologia si occupa del prolasso e delle conseguenti alterazioni funzionali degli organi pelvici, quindi del basso tratto urinario (vescica e uretra), degli organi genitali interni (vagina e utero) e del basso tratto intestinale (retto), che si traducono in sintomi quali l’incontinenza o l’ostruzione urinaria ma anche, più in generale, il disagio urinario, con un notevole impatto sulla qualità di vita delle pazienti.

L’incontinenza urinaria, cioè la perdita involontaria di urina, rappresenta un problema di vastissima portata. Una ricerca condotta nel 1997 ha evidenziato, infatti, come questo si manifesti prevalentemente in pazienti di sesso femminile, con percentuali di incidenza che crescono con l’aumentare dell’età: si passa dal 10% tra i 35 e 44 anni al 16% al di sopra dei 75 anni. Malgrado i numeri, solo una minoranza delle pazienti afferisce al medico curante e ancora meno allo specialista. E’, quindi, fondamentale far conoscere le terapie ad oggi possibili e i centri specializzati.

Il team di RomaUrologia è in grado di offrire uno spazio specifico dedicato all’Uroginecologia; e qui, mediante valutazione clinica (visita uroginecologica) e strumentale (esame urodinamico), è possibile fare una diagnosi precisa e prospettare, quindi, una terapia adeguata (medica e/o chirurgica) per la risoluzione della patologia in esame.

COS’è L’UROGINECOLOGIA?

L’uroginecologia è la branca superspecialistica che si occupa dei disturbi dell’apparato urinario femminile, più in generale di tutto quello che può essere definito come disagio urinario e che altera la qualità di vita della paziente.

L’Uroginecologo è lo specialista che ha la possibilità di studiare tali patologie con competenze specialistiche sia ginecologiche che urologiche ed è, quindi, in grado di eseguire diagnosi funzionali e strumentali, di impostare un percorso di riabilitazione, di usare terapie mediche e terapie chirurgiche personalizzate per ogni paziente.

PATOLOGIE TRATTATE

Incontinenza urinaria da stress

L’incontinenza da stress è una perdita involontaria di urina causata da un improvviso aumento della pressione (stress) sulla vescica. Viene anche definita incontinenza da sforzo, perché basta un brusco movimento fisico, innescato da un semplice colpo di tosse, da uno starnuto, dal sollevamento delle buste della spesa, per provocare la perdita. Il termine stress non deve trarre in inganno, perché l’incontinenza non è legata a stress psicologico o ansia. La perdita di urina si verifica in seguito ad un movimento fisico, quando la pressione interna all’addome causa un aumento di quella intravescicale.

Incontinenza urinaria da urgenza

Si tratta di una improvvisa esigenza di urinare, determinata da una contrazione imprevista e incontrollabile della vescica che rende impossibile trattenere lo stimolo. Questa condizione può verificarsi anche di notte.

Prolasso urogenitale

Si intende la discesa verso il basso, e talvolta fuori dall’introito vaginale, di una o più strutture pelviche. Esso può, infatti, interessare la vescica (cistocele), il retto (rettocele), l’utero (isterocele o prolasso uterino) in combinazioni e livelli di gravità differenti. Il prolasso è causato dal cedimento totale o parziale dei sistemi di sospensione e sostegno degli organi pelvici. È una condizione piuttosto frequente nelle donne di età senile e colpisce raramente le donne giovani, se vi è una predisposizione. Il prolasso avviene in seguito a sollecitazioni meccaniche (come il parto) o a indebolimenti strutturali associati a carenze ormonali che possono sopraggiungere, ad esempio, dopo la menopausa. A seconda della gravità, si possono distinguere prolassi di I grado (quando l’organo prolassato, pur spostato verso il basso, è ancora all’interno del canale vaginale), di II grado (quando affiora alla rima vulvare senza tuttavia uscirne), di III grado (quando sporge al di fuori di essa) di IV grado quando è totalmente al di fuori.

Prolasso della cupola vaginale dopo Isterectomia

Il prolasso della cupola vaginale si può verificare dopo un intervento di asportazione dell’utero (isterectomia) e consiste nella discesa dell’apice della vagina.

TRATTAMENTI

Terapia medica: si utilizzano farmaci che agiscono sulla muscolatura della vescica e dell’uretra.

Terapia riabilitativa: la terapia riabilitativa del pavimento pelvico mira alla presa di coscienza, all’allenamento e, quindi, all’efficacia delle strutture muscolo-fasciali che presiedono al contenimento e alla contenzione degli organi pelvici.

Terapia chirurgica: è diversa in base al tipo di patologia ma sempre conservativa e minimamemte invasiva.

Per qualunque tipo di informazione, potete scrivere direttamente al responsabile del servizio di “uroginecologia”, il dott. Salvatore Nallo, all’indirizzo email salvatorenallo@virgilio.it, contattarlo al numero di telefono 340 0787818 oppure compilare il form sottostante.

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