Il progresso tecnologico e il diffondersi dei meccanismi di prevenzione – tra cui i cosiddetti esami di routine – hanno permesso, negli ultimi decenni, di diagnosticare lesioni renali in maniera sempre più precoce. Tali riscontri, il più delle volte accidentali, consentono a medici e pazienti di poter affrontare tumori al rene di dimensioni anche molto ridotte; gli stessi che, fino a qualche tempo fa, sarebbero stati comunque trattati con estese incisioni, interventi radicali e, conseguentemente, con una lenta ripresa.

In un passato recente sarebbe sembrato assurdo parlare di “asportazione parziale del rene” e lo sarebbe stato ancor di più proporre al paziente un intervento così complesso evitando il classico taglio operatorio quanto, piuttosto, praticando dei piccoli fori sull’addome.

Eppure poco meno di dieci giorni fa qui, nelle sale operatorie di RomaUrologia presso Villa Betania, abbiamo potuto toccare con mano – e quindi mettere in pratica – la grande rivoluzione che è, per l’appunto, in atto nel trattamento del tumore al rene. Abbiamo, infatti, operato un paziente per via laparoscopica, limitando l’intervento alla sola asportazione della lesione riscontrata, lasciando completamente intatto il rene. Abbiamo, inoltre, utilizzato il metodo “zero ischemia”: si tratta di una soluzione che non prevede l’interruzione del flusso sanguigno renale nemmeno per un istante, mantenendo l’organo sempre ben nutrito o irrorato durante tutte le fasi dell’intervento.

La tecnica sopra descritta e la complessità dell’intervento richiedono, ovviamente, delle competenze specifiche e possono, quindi, essere praticate solo da equipe accuratamente preparate. I risultati dell’intervento sono stati i seguenti: il paziente è stato dimesso nella prima giornata postoperatoria non avendo mostrato alcuna alterazione significativa della funzionalità renale né del valore dell’emoglobina. A breve sarà pronto per tornare a dedicarsi a ciò che ama.