In Italia Il tumore del rene colpisce circa 8.500 persone ogni anno (le forme maligne rappresentano circa il 3% di tutte le forme tumorali). Non se ne conoscono esattamente le cause e, del resto, Il suo sviluppo e le sue manifestazioni cliniche possono essere “capricciose”: basti pensare che, nel 30% dei pazienti con questa neoplasia, la diagnosi viene fatta in base a sintomi non urologici, spesso e volentieri in modo del tutto incidentale, attraverso ecografie addominali di controllo della prostata o ginecologiche. Ma la tecnologia e, con essa, le nuove terapie, ci vengono fortunatamente in aiuto, così, oggi, sono sempre più numerosi i pazienti che riescono a sconfiggerlo.

L’avanzamento delle tecniche diagnostiche e una sempre più diffusa cultura della prevenzione, ci permettono, infatti, di diagnosticare i tumori del rene ad uno stadio precocissimo.

La diagnosi precoce presso il centro di RomaUrologia

Subdoli e silenti, in passato i tumori del rene davano segno della loro presenza quando avevano già raggiunto dimensioni notevoli e, quindi, provocato danni alle strutture circostanti, con la comparsa di sangue nelle urine, l’aumento della pressione arteriosa, la dilatazione del rene fino, a vere e proprie insufficienze renali e metastasi. I tumori diagnosticati ad uno stadio così avanzato non potevano, quindi, essere curati.

Oggi, però, sappiamo di dover giocare d’anticipo, avvalendoci proprio di una diagnosi precoce per difenderci da questa forma di tumore: presso il polo tecnologico di RomaUrologia, qui a Villa Betania, il paziente viene sottoposto ad un’accurata ecografia renale bilaterale, all’esame delle urine volto alla ricerca di tracce di sangue microscopiche e alla valutazione della pressione arteriosa. Il consiglio? È quello di eseguire questi controlli ogni anno.

Chirurgia mini-invasiva: quando e perché

La diagnosi precoce è, dunque, fondamentale perché ci permette di poter trattare il tumore del rene in maniera conservativa (anche se, ovviamente, la terapia da adottare dipende da una serie di fattori tra cui la grandezza della massa e dalla sua posizione). Che significa? Che, diagnosticando il tumore quando è ancora di piccole dimensioni, è possibile intervenire senza l’asportazione dell’organo intero ma andando a rimuovere solo la lesione, preservando così la funzionalità del rene residuo. Inoltre, prevenzione e diagnosi precoce ci consentono, di poter intervenire con moderne tecniche mini-invasivi quali la laparoscopia 3D e la chirurgia robotica.

Nei centri con dotazioni tecnologiche all’avanguardia – proprio come quello di RomaUrologia a Villa Betania – è possibile essere sottoposti, qualora ci siano le condizioni idonee, ad interventi di chirurgia mini-invasiva, laparoscopica e/o robotica. I vantaggi rispetto alla chirurgia tradizionale “a cielo aperto”? A parità di risultati oncologici, una convalescenza in ospedale di sole 24-48 ore, minor dolore postoperatorio, cicatrici molto ridotte e tempi di recupero più brevi.

 

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