Aumento nella frequenza delle minzioni diurne e notturne? Bisogno urgente di urinare? Difficoltà nella minzione? Bruciore? Flusso di urina debole? Sensazione di non riuscire a svuotare completamente la vescica? Sono tutti campanelli d’allarme dell’Ipertrofia Prostatica Benigna (IPB o, in inglese, BPH), un ingrossamento del volume della Prostata che, in genere, si manifesta con l’avanzare dell’età e che può portare con sé un restringimento dell’uretra (ed ecco i fastidi di cui sopra). Niente paura però! Se non trascurata e correttamente diagnosticata, l’Ipertrofia Protatica Benigna può essere affrontata e risolta in maniera non invasiva. Come?

Con una gestione graduale: i sintomi iniziali possono trovare giovamento nella terapia farmacologica, anche a base di soli estratti vegetali (attenzione, è sempre l’urologo a dover stabilire la terapia migliore per ogni paziente). Qualora i farmaci non siano stati efficaci o i disturbi siano di una certa gravità, si procede allora per via chirurgica.

Il laser al Tullio e i suoi vantaggi

Il laser al Tullio (in gergo THULEP) è una tecnica mini invasiva innovativa che consente di non praticare incisioni chirurgiche ed è considerata, per l’appunto, l’ultima frontiera nel trattamento dell’Ipertrofia Prostatica Benigna.

Ed ecco i vantaggi:

  • minor rischio di sanguinamento;
  • riduzione del tempo di utilizzo del catetere post intervento;
  • degenza ridotta;
  • più rapida ripresa.

 

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