I calcoli renali colpiscono, sfortunatamente, molte persone; la calcolosi è, infatti, un disturbo molto comune nel nostro Paese, probabilmente a causa della poca acqua che beviamo e del nostro stile di vita eccessivamente frenetico e sedentario. Possono restare a lungo silenti finché si trovano lì, fermi nei reni; poi all’improvviso quell’intenso dolore al fianco che si irradia fino ai genitali esterni e che può persino lasciare tracce di sangue nelle urine: ecco, in questi casi, siamo di fronte alle cosiddette coliche che sono il doloroso risultato di un calcolo in movimento.

Cosa sono i calcoli renali: i fattori di rischio e i sintomi

I calcoli renali possono essere di diverse dimensioni. Quelli piccoli possono essere eliminati con le urine, talvolta anche in maniera silente. Altri, invece, fanno sentire la loro presenza. I calcoli renali sono delle aggregazioni di sali minerali che si formano nel tratto urinario. Possono essere composti da diverse combinazioni di sostanze (fra cui calcio, ossolato, fosfato), dando vita a differenti tipologie di calcoli.

Tra i principali fattori che causano la calcolosi ci sono:

  • la predisposizione congenita (vale a dire la familiarità a formare calcoli);
  • una dieta ad alto contenuto di sodio;
  • la disidratazione che spesso concorre con le estati calde tipiche del nostro Paese; uno stile di vita eccessivamente frenetico che tradotto equivale a dire bere poco e mangiare in modo scorretto.

L’ossolato di calcio è presente in oltre il 70% dei calcoli, con frequenza analoga in entrambi i sessi; ed è, infatti, stato riscontrato che alcuni cibi ad alto contenuto di calcio possono aumentare le probabilità di formare calcoli di questo tipo.

I sintomi più frequenti della calcolosi

Fra i sintomi più frequenti di chi soffre di calcoli renali ci sono:

  • bruciore e stimolo frequente ad urinare;
  • in alcuni casi si manifestano anche febbre, nausea, vomito, urina scura, maleodorante o con tracce di sangue;
  • può persino capitare di essere soggetti ad infezioni ricorrenti delle vie urinarie proprio perché si ha un calcolo senza saperlo.

Studio metabolico e trattamento della calcolosi

Dopo il primo episodio di calcolosi, l’urologo potrebbe consigliare di sottoporsi ad uno studio metabolico, un esame non invasivo che si fa raccogliendo campioni di urine nell’arco di 24 ore; lo studio metabolico consente di capire se ci sono cause congenite che potrebbero predisporre il soggetto alla formazione di nuovi calcoli; in sostanza un valido aiuto per individuare chi è predisposto alle recidive. In questo modo l’urologo può impostare una eventuale terapia dietetica e/o farmacologica per cercare di correggere il disturbo.

Oggi è possibile trattare i calcoli renali con tecniche mininvasive tra cui il laser ad olmio che, senza fare tagli, consente di introdurre una piccola sonda con telecamera dal meato urinario fino a individuare il calcolo; questo viene, quindi, completamente frantumato proprio grazie all’energia del laser. Rari sono i casi in cui la calcolosi è talmente grande da necessitare un accesso percutaneo e ancora più rari quelli in cui la calcolosi è talmente grande e difficile da aggredire da rendere necessario un intervento chirurgico.

E per quanto riguarda il rapporto calcoli – alimentazione?

Le “regole generali” sono poche e semplici e si adattano perfettamente anche a chi non soffre di calcolosi ma vuole fare prevenzione:

  • bere molto, prediligendo acqua a basso contenuto di sodio (la quantità di acqua da assumere varia da persona a persona e dovrebbe essere tale da assicurare l’emissione di almeno 1,5 litri di urina al giorno);
  • limitare l’assunzione di sale o sodio nella dieta;
  • ridurre il consumo di alcuni alimenti ricchi di ossolato come fragole, cacao, spinaci, barbabietole, asparagi frutta secca;
  • limitare il consumo di proteine animali.

Interventi mirati possono, infine, essere messi in atto sulla base del profilo metabolico del paziente che si ottiene proprio attraverso lo studio metabolico.

Il nostro consiglio?

Qualsiasi sia l’entità del problema, non sottovalutare la calcolosi. Evita i rimedi fai da te e chiedi consiglio al tuo urologo di fiducia.

 

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