La Biopsia prostatica in fusione di immagini (detta anche Biopsia Fusion) permette, grazie ad una tecnologia avanzata, di fondere le immagini della risonanza magnetica con quelle dell’ecografia in tempo reale per poter avere ben chiara la zona sospetta dove effettuare la biopsia, evitando biopsie casuali inutili e di mancare il target.

La Biopsia Fusion rappresenta l’ultima frontiera nella diagnosi del tumore della prostata. Questa metodica prevede l’utilizzo di un macchinario speciale che, grazie al CD della risonanza magnetica multiparametrica, mette in evidenza le zone target della prostata tridimensionalmente e che, sfruttando un software, è in grado di individuare al millimetro quale sia la giusta traiettoria da far compiere all’ago per colpire in maniera precisa le aree sospette. Questa tecnica rivoluzionaria e precisissima è in realtà molto semplice da eseguire: la procedura si compie generalmente in anestesia locale e la durata è inferiore ai 40 minuti. Tutti i pazienti sono perfettamente in grado di tornare a casa poco dopo essersi sottoposti alla biopsia.

Quali sono i vantaggi?

  • Precisione della biopsia: evita di fare numerosi prelievi di tessuto mirando le zone risultate sospette alla Risonanza Magnetica.
  • Mappa tridimensionale delle biopsie eseguite: abbinando i risultati dell’esame istologico, si potrà ricostruire la localizzazione ed il volume del tumore, stabilendo la categoria di rischio.
  • Pianificare trattamento con sicurezza: di fronte ad un piccolo tumore a bassa malignità, lo specialista potrà proporre come opzione anche la semplice sorveglianza attiva, mentre di fronte ad un tumore di 1-2 cm., a malignità anche solo intermedia, un trattamento chirurgico o radioterapico sarà necessario.

Norme di preparazione alla Biopsia Fusion

Ai fini dell’esecuzione dell’esame è necessario:

  • 2 giorni prima dell’esame, sentito il parere del medico di base generale, il paziente deve assumere un’idonea terapia antibiotica preventiva.
  • Sospendere per tempo un’eventuale terapia in atto con antiaggreganti (aspirina, ecc.) o anticoagulanti, per ridurre al minimo la possibilità di sanguinamento dopo o durante l’esame. Questo, comunque, dopo aver consultato il proprio cardiologo per la tempistica di sospensione e la valutazione di terapia alternativa.
  • lLa sera prima dell’esame bisogna praticare un clistere di pulizia.
  • Il mattino dell’esame, il paziente può consumare una colazione leggera; non è necessario il digiuno né avere la vescica piena.
  • Dopo l’esame è necessario il riposo ed assumere abbondante quantità di liquidi (circa 2 litri).

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