La divisione di Roma Urologia – grazie agli investimenti del Gruppo Giomi – dispone di strumentazioni altamente tecnologiche sia per la chirurgia robotica, con l’avanzatissimo Robot Da Vinci, sia per la chirurgia mini-invasiva.

Con il termine terapie mini-invasive intendiamo quelle nuove procedure che ci permettono di trattare varie condizioni patologiche attraverso una chirurgia più “morbida”, che risparmi ai pazienti lunghi e debilitanti interventi in sala operatoria.

Rientrano nella categoria delle terapie mini-invasive:

  • il trattamento endoscopico dei calcoli renali per via retrograda (attraverso la via naturale dell’urina) e percutanea (attraverso un foro praticato sul fianco);
  • il trattamento endoscopico della patologia prostatica benigna;
  • la chirurgia laparoscopica che è avviene attraverso piccole aperture cutanee in cui entrano strumenti miniaturizzati. Rientra in questa categoria la gran parte dei trattamenti per patologie renali benigne e maligne, così come quelle dei surreni e di gran parte delle patologie chirurgiche urologiche;
  • la chirurgia protesica per la disfunzione erettile e quella per l’incontinenza maschile e femminile. Anche in questi casi si tratta di interventi che prevedono una degenza post-operatoria di 24-36 ore;
  • la chirurgia robotica.

L’ultima frontiera della chirurgia: la robotica

 

Che cosa è la chirurgia robotica?
Si tratta della evoluzione della chirurgia mini invasiva ed endoscopica che utilizza un robot multi-armato chiamato Da Vinci che opera con piccole incisioni e strumenti molto piccoli. Attualmente viene utilizzato per la rimozione della prostata, dell’utero, della cistifellea, alcuni interventi chirurgici oncologici complessi e le operazioni legate alla perdita di peso.

La chirurgia mini-invasiva può richiedere tempi più dilatati rispetto alla chirurgia tradizionale, ma di solito i pro superano i contro. Perché le incisioni sono piccole, il paziente di solito sente meno dolore, ha meno cicatrici, e può recuperare più velocemente rispetto alla chirurgia tradizionale.

Non tutte le procedure possono essere eseguite con metodi minimamente invasivi specialmente la rimozione di lesioni tumorali che spesso deve essere asportata con la chirurgia aperta. I miglioramenti di tecnica sono favoriti da uno studio preciso della lesione e dalla diagnosi precoce che permette di trattare tumori di piccole dimensioni con minore grado di infiltrazione E coinvolgimento di strutture limitrofe.

Come funziona un robot in sala operatoria?
Il chirurgo lavora seduto ad una consolle del computer direzionando le lunghe braccia del robot che è posizionato sul paziente. Le braccia sono capovolte con strumenti chirurgici piccoli e si ha una videocamera che permette al chirurgo di visualizzare l’operazione sullo schermo del computer ad alta definizione in visione 3D con possibilità di ingrandire l’immagine. Nel complesso tutto questo si traduce in una straordinaria abilità e mobilità operatoria che può arrivare a gradi di precisione difficilmente ottenibili con la chirurgia tradizionale.

 

Vantaggi:

  • Visione aumentata: grazie al robot, il chirurgo ha una visione in 3D con ingrandimento fino a 10 volte, assicurando una chiarezza dei dettagli nettamente superiore alla tecnica laparoscopica; in questo modo si facilita l’accesso ad anatomie “difficoltose”; si eliminano il tremore fisiologico delle mani del chirurgo o i movimenti involontari; si assicura una maggiore precisione nelle procedure su strutture delicate come, ad esempio, i nervi dell’erezione, lo sfintere della continenza urinaria ed i vasi sanguigni.
  • Miglioramento estetico delle cicatrici: le incisioni cutanee sono nettamente più piccole: rispetto a quella di 15-20 cm sull’addome tipica della chirurgia a cielo aperto, la chirurgia robotica prevede, invece, delle piccolissime incisioni, in genere 5 o 6, di massimo 10 mm; l’ultima frontiera della robotica va ancora oltre con la cosiddetta single port, vale a dire un unico foro nell’ombelico attraverso il quale il robot consente al chirurgo di guidare i diversi strumenti.
  • Minimo dolore, breve ospedalizzazione e rapido recupero: il dolore post operatorio è, quindi, ridotto come, del resto, i tempi di degenza, quelli di recupero e le perdite di ematiche. In sostanza, il ritorno alla normalità è davvero rapido.
  • A fronte dell’assenza di tremore rispetto alle mani dell’uomo al momento non sono possibili i movimenti in tutte le direzioni. Tuttavia, le operazioni robotiche spesso costano molto di più di un intervento chirurgico convenzionale, richiedono più tempo ma sono diminuiti i tempi di ospedalizzazione.

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