La cistite è un’infiammazione della parete vescicale, frequentemente viene provocata da un’infezione che colpisce le vie urinarie.

Perché sono principalmente colpite le donne?

La maggiore causa è la diversa conformazione anatomica dell’uretra. La brevità dell’uretra femminile che misura circa 3-4 cm e la vicinanza alla vagina e al retto costituiscono fattori di maggior rischio e maggiore prevalenza delle infezione delle vie urinarie nella donna. È per questo che i batteri provenienti dall’intestino possono raggiungere il condotto uretrale e da qui risalire in vescica.
La colonizzazione può essere favorita dalle secrezioni normalmente presenti in vagina.

Cause della cistite

La vescica ha una notevole resistenza alle infezioni e in condizioni normali l’urina che contiene è sterile.

Esistono particolari condizioni che rendono l’organismo più soggetto a un attacco batterico. Questi microrganismi possono raggiungere la vescica in 3 modi, risalendo lungo l’uretra dopo l’emissione delle feci, discendendo dal rene o per via ematica. La cistite può quindi manifestarsi per la presenza di numerose condizioni predisponenti:

  • debilitazione del sistema immunitario in seguito a terapia antibiotica, alimentazione irregolare o stress eccessivo;
  • affaticamento fisico o mentale;
  • scarsa o eccessiva igiene intima è un fattore di rischio comune per la cistite;
  • utilizzo di assorbenti interni;
  • uso del diaframma e di creme spermicide che diminuiscono l’acidità vaginale favorendo la contaminazione batterica;
  • pantaloni o biancheria intima eccessivamente aderente;
  • malattie sessualmente trasmissibili come la gonorrea o blenorrea;
  • agenti chimici;
  • malformazioni dell’apparato urinario possono predisporre alla cistite;
  • rapporti sessuali;
  • utilizzo del catetere;
  • stenosio restringimenti uretrali;
  • presenza di corpi estranei o patologici nella vescica (calcolio tumori);
  • diverticoli;
  • ipertrofia prostatica;
  • diabete: la presenza di glucosio nelle urine(glicosuria) favorisce la crescita batterica.

Si considerano anche altri fattori

Il rispetto dell’ambiente vaginale rappresenta la condizione indispensabile per la prevenzione delle infezioni urinarie. Alcune abitudini scorrette sullo stile di vita, sono da considerarsi tra le maggiori responsabili per l’instaurarsi della cistite e per aumentare le probabilità delle recidive.

Sono da considerarsi fattori di rischio:

  • cattiva igiene, rapporti sessuali non protetti,
  • uso di tamponi vaginali durante il ciclo mestruale,
  • uso di detergenti intimi non specifici,
  • uso di spermicidi
  • irregolarità alimentari,
  • antibioticoterapia non specifica.

I sintomi della cistite

  • Difficoltà nell’emissione dell’urina che viene eliminata goccia a goccia
  • Dolore e bruciore nell’urinare che persiste anche dopo la fine della minzione
  • Dolore sovrapubico accompagnato dalla sensazione di non aver svuotato completamente la vescica
  • Bisogno continuo di urinare
  • Talvolta perdita di sangue con l’urina

La Prevenzione per la cistite

L’igiene personale è importante, soprattutto in occasione dei rapporti sessuali. Ma è altrettanto importante avere cura che l’intestino funzioni bene, essendo la fonte dei batteri: quindi alimentazione sana, evacuazione giornaliera e regolare e poco stress.

Per le donne é importante un buona cura dell’apparato genitale, consultando il proprio/la propria ginecologa/o.

È di fondamentale importanza l’abitudine di bere acqua lontano dai pasti, senza esagerare. Basta un litro in più di quel che si berrebbe per sete, diviso nella giornata. Ancora più importante, è urinare regolarmente.

La Diagnosi

I sintomi della cistite orientano alla diagnosi, ma sono solo indicativi: solo con la coltura delle urine (urinocoltura) e, in parte con l’esame urine, si fa diagnosi di infezione delle vie urinarie e quindi si attribuisce all’infezione la causa della cistite.

Se le cistiti si presentano spesso, è indispensabile consultare il medico per escludere cause che possono favorire l’infezione.

Il Trattamento

Nelle cistiti semplici appena insorte, spesso è sufficiente bere molto. In ogni caso un disinfettante urinario, può essere utile se si utilizza al primo insorgere della sintomatologia. Oggi è molto in uso la fosfomicina per via orale a dose singola, ma si consiglia di usarla solo quando si è consultato il medico.

I trattamenti antidolorifici o antispastici possono alleviare il sintomo, ma sono inutili ai fini della cura.

Va infine ricordato che la terapia antibiotica, quando occorre, va usata su consiglio del medico con le dosi ed i tempi appropriati: un uso improprio degli antibiotici favorisce le resistenze dei batteri che rendono poi difficile e problematica la risoluzione del problema.