ANDROLOGIA E
CHIRURGIA ANDROLOGICA

Infertilità maschile, varicocele, fimosi, incurvamento penieno, malformazioni genitali, falloplastica: al centro la salute sessuale e riproduttiva maschile e la cura delle sue patologie.

ANDROLOGIA E CHIRURGIA ANDROLOGICA

 

Infertilità maschile, varicocele, fimosi, incurvamento penieno, malformazioni genitali, falloplastica: al centro la salute sessuale e riproduttiva maschile e la cura delle sue patologie.

 Che cos’è l’andrologia?

E’ l’equivalente al maschile della ginecologia e riguarda salute riproduttiva e sessuale dell’uomo. L’andrologia è, infatti, quella branca della medicina che ha come obiettivi lo studio e la cura dell’apparato riproduttore e urogenitale maschile. E come ogni donna ha un ginecologo di fiducia cui si rivolge non solo quando insorgono problematiche specifiche ma anche a scopo preventivo, l’andrologo dovrebbe essere considerato dagli uomini alla stessa maniera: uno specialista, dunque, a cui fare domande, chiedere pareri, sulle funzionalità dell’apparato genitale maschile per migliorare il proprio stile di vita. E’, quindi, importante che uomini di qualsiasi età si sottopongano a controlli andrologici periodici ancor di più a partire dall’adolescenza, quando con maggiore frequenza possono manifestarsi disfunzioni sessuali o problematiche legate all’apparato genito-urinario.

Di cosa si occupa l’andrologia?

  • incurvamento penieno: la curvatura del pene è un problema molto più diffuso di quanto si pensi. Può essere congenita, ovvero presente fin dalla nascita, oppure acquisita, solitamente conseguentemente ad un trauma durante un rapporto sessuale o di una patologia del pene denominata Indurito Penis Plastica o malattia di La Peyronie;
  • infertilità maschile: coinvolge oggi circa il 15 – 20% delle coppie; nel 30 – 40% dei casi è determinata da un problema maschile, nel 20% la causa è ascrivibile ad entrambi i sessi. Rappresenta tutt’ora una problematica non sufficientemente indagata; compito dell’andrologo, quindi, quello del delicato iter diagnostico;
  • fimosi: o restringimento del prepuzio, può essere congenita o acquisita e impedisce la normale igiene intima con conseguenti infezioni ed infiammazioni, oltre a comportare un rischio aumentato di tumore del pene;
  • varicocele: patologia caratterizzata dalla dilatazione delle vene che drenano il sangue del testicolo e che formano una ricca rete (il plesso pampiniforme) da cui poi, di solito, emerge una sola vena, chiamata vena spermatica interna. E’è quasi sempre asintomatico ma rappresenta una delle cause più comuni di infertilità maschile. Il trattamento del varicocele non può essere medico e l’unica soluzione è rappresentata dal blocco del reflusso venoso, che si ottiene legando oppure occludendo le radici della vena spermatica interna o la vena stessa, con o senza intervento chirurgico a seconda dei casi;
  • frenulo corto, eiaculazione precoce, protesi penienadisfunzione erettile.

 Interventi di chirurgia andrologica

Quando insorgono disfunzioni o patologie, l’andrologo può consigliare interventi specifici. Rientrano nell’ambito della chirurgia andrologica:

  • interventi di legatura microchirurgica della vena spermatica per la risoluzione del varicocele;
  • interventi di circoncisione per la risoluzione della fimosi e aderenze balano-prepuziali;
  • interventi per la correzione di un incurvamento penieno;
  • interventi riguardanti malformazioni genitali di vario tipo;
  • prostatectomia radicale, ossia la rimozione completa della prostata;
  • falloplastica ossia l’aumento della lunghezza e della circonferenza del pene con l’utilizzo del laser e di materiali naturali, quali il grasso e il derma liofilizzato.

Tutte le tecniche chirurgiche utilizzate sono all’avanguardia in quanto eseguite con laser e radiobisturi, in anestesia locale e con tempi di durata veramente brevi. Il laser e il radiobisturi sono strumenti che consentono di eseguire tagli molto precisi con una conseguente minimizzazione delle perdite di sangue durante l’intervento.

 I risultati della chirurgia andrologica

I risultati degli interventi di chirurgia andrologica sono, in genere, definitivi e soddisfacenti anche in considerazione di una guarigione molto rapida e senza complicazioni.

I tempi di ripresa sono molto più brevi rispetto alle tecniche tradizionali e l’assenza di cicatrici antiestetiche aiuta psicologicamente il paziente nella fase postoperatoria. Edemi nella zona interessata sono rari e si riacquistano perfettamente le condizioni funzionali precedenti. La fase di cicatrizzazione termina dopo qualche settimana dall’intervento e la normale attività sessuale può essere ripresa dopo circa un mese dall’intervento.

 Disfunzione erettile

La disfunzione erettile, detta anche impotenza, viene definita “l’incapacità del soggetto di sesso maschile a raggiungere o mantenere un’erezione sufficiente a condurre un rapporto soddisfacente”. Viene distinta in “primaria” o “secondaria” rispettivamente se la disfunzione si è manifestata fin dall’inizio dell’attività sessuale del soggetto o se, invece, è intervenuta in un secondo momento, dopo un periodo di vita sessuale soddisfacente. Si parla inoltre di disturbo “generalizzato” o “situazionale” se è sempre presente nell’attività sessuale dell’uomo, cioè generalizzato, o se si manifesta soltanto in determinate situazioni, attività o partner. Può, infine, essere di natura prevalentemente psicologica o organica.

Le cause possono riguardare numerosi fattori fisici e psicologici, spesso concomitanti e in interazione reciproca. Una particolare forma di disfunzione erettile è quella causata dall’effetto collaterale di alcuni farmaci.

La disfunzione erettile, detta anche “impotenza”, viene definita come l’incapacità del soggetto di sesso maschile di raggiungere e/o mantenere un’erezione sufficiente ad avere un rapporto soddisfacente. Viene distinta in “primaria”, se si è manifestata fin dall’inizio dell’attività sessuale del soggetto stesso, o “secondaria” se, invece, è sopraggiunta in un secondo momento dopo un periodo di vita sessuale soddisfacente. Si parla inoltre di disturbo “generalizzato” quando sempre presente nella vita sessuale dell’uomo, o “situazionale” se si manifesta soltanto in determinate situazioni e/o attività o solamente con alcune partner.

Le cause possono riguardare numerosi fattori sia fisici che psicologici, spesso concomitanti e in interazione reciproca. Una delle cause più comuni di disfunzione erettile è quella rappresentata dagli effetti collaterali di alcuni farmaci.

Tra le più comuni cause psicologiche, invece, vi sono l’ansia, la depressione, conflitti intrapsichici profondi oltre che lo stress ed i condizionamenti ambientali. Un ruolo importante è rappresentato dalla cosiddetta “ansia da prestazione” che determina un effetto inibitorio sul meccanismo erettile soprattutto nei giovani alle prime esperienze sessuali o dopo il verificarsi di un fallimento durante un rapporto sessuale.

Le cause organiche possono essere di tipo endocrino (ipogonadismo, iperprolattinemia, sindrome di Cushing, carenza di somatotropina), di tipo vascolare (sia di natura venosa che arteriosa), di tipo neurologico (Parkinson, Alzheimer, traumi spinali, neuropatia periferica), legate a malattie croniche (diabete, insufficienza renale o epatica), derivanti dall’uso di farmaci (i più noti dei quali sono gli antidepressivi come gli SSRI\SNRI, gli antipsicotici, i farmaci antiandrogeni come finasteride/dutasteride utilizzati nel trattamento della calvizia androgenica, alcuni betabloccanti o alcuni farmaci per il colesterolo come le statine) o da terapie medico/chirurgiche (prostatectomia radicale, cistectomia, radioterapia per carcinoma prostatico).

Numerosi fattori di rischio, infine, aumentano la probabilità di insorgenza di una disfunzione erettile tra i quali l’età, il fumo, il consumo cronico di alcol e droghe, la carenza di esercizio fisico, l’ipercolesterolemia e l’obesità.

Lo specialista può scegliere, dopo attenta valutazione, fra le molteplici terapie a disposizione la migliore per ogni paziente:

  • farmacoterapia orale;
  • trattamento con Onde d’Urto Extracorporee di bassa intensità (terapia innovativa non invasiva, priva di effetti collaterali, senza alcuna anestesia, che ha mostrato, in diversi studi, una buona efficacia a breve termine anche in pazienti non-responders agli inibitori delle PDE-5, con miglioramento sia dell’emodinamica che della funzione endoteliale peniena);
  • terapie topiche (pazienti non-responders alla farmacoterapia orale possono essere trattati con terapia iniettiva intracavernosa con farmaci vasoattivi);
  • terapia combinata intracavernosa (consente al paziente di sfruttare i differenti meccanismi d’azione dei farmaci utilizzati e di ridurre gli effetti collaterali mediante l’uso di basse dosi di ciascun farmaco);
  • vacuum device (uno strumento che provoca una congestione passiva a livello dei corpi cavernosi in seguito alla quale, mediante un anello costrittore posto alla base del pene, il sangue viene trattenuto in tale distretto con conseguente erezione meccanica);
  • terapia chirurgica (impianto di protesi peniena) le cui principali indicazioni sono rappresentate dalla mancata risposta del paziente alla farmacoterapia orale e/o intracavernosa oltre che da quella categoria di pazienti che predilige una soluzione definitiva del problema (per motivi di età, di frequenza di rapporti sessuali, etc.). Altre indicazioni al trattamento chirurgico sono rappresentate da quei casi in cui alla disfunzione erettile si associano patologie caratterizzate da curvature del pene (Induratio Penis Plastica), da fibrosi dei corpi cavernosi e da retrazioni cicatriziali di varia eziologia. Nelle giuste mani la protesi peniena è una terapia che permette un elevato grado di soddisfazione sia per la partner che per il soggetto affetto da grave deficit erettile, che altrimenti non avrebbe altre possibilità per recuperare una vita sessuale pienamente appagante. E’ importante considerare un appropriato counselling preoperatorio, con coinvolgimento anche della partner, e far riferimento a specialisti dedicati in andrologia ed in particolar modo alla chirurgia protesica.
    Presso il nostro centro trovano indicazione tutti i casi di perdita della funzione erettile conseguenti a chirurgia oncologica ed a malattie cronico-degenerative come il diabete o l’ipertensione. Ogni paziente viene valutato in maniera molto approfondita e dopo un trial di terapia medica/fisica/topica si comincia a discutere la possibilità di impianto di protesi peniena.

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