ipertrofia

prostatica

E’ una malattia molto comune negli uomini ma deve essere correttamente trattata; la strumentazione tecnologica di cui disponiamo qui a Villa Betania ci consente di scegliere la soluzione migliore per ogni paziente.

IPERTROFIA PROSTATICA

 

E’ una malattia molto comune negli uomini ma deve essere correttamente trattata; la strumentazione tecnologica di cui disponiamo qui a Villa Betania ci consente di scegliere la soluzione migliore per ogni paziente.

 Che cos’è l’ipertrofia prostatica benigna

L’ipertrofia prostatica (IPB o BPH – benignprostatichyperplasia) è un processo parafisiologico a carico della prostata che si manifesta con il progredire dell’età, probabilmente per i cambiamenti ormonali fisiologici che accompagnano l’avanzare degli anni, caratterizzata dall’aumento di volume della ghiandola prostatica. Circa il 35% degli uomini evidenzia, intorno ai 60 anni, segni di ipertrofia prostatica; la percentuale può raggiungere l’85% nei pazienti con età maggiore di 85 anni.

È importante non trascurare i primi sintomi di un possibile disturbo alle vie urinarie e, in caso di persistenza sintomatologica, sottoporsi ad una visita specialistica. Accertare la causa dei disturbi minzionali nella fase iniziale consente di intervenire prontamente per evitare, o almeno rallentare, la progressione della malattia verso un quadro clinico che potrebbe avere ripercussioni sulla vita personale e sociale dell’individuo.

 I sintomi e la diagnosi

I sintomi

La sintomatologia dell’ipertrofia prostatica benigna può essere di due tipi: di tipo ostruttivo e di tipo irritativo. Fra gli ostruttivi ci sono la difficoltà a cominciare la minzione, l’intermittenza di emissione del flusso, l’incompleto svuotamento della vescica, il flusso urinario debole e lo sforzo nella minzione. Fra i sintomi irritativi si annoverano la frequenza nell’urinare (pollachiuria), la nicturia (cioè un aumentato bisogno durante la notte), l’urgenza minzionale (la necessità impellente di svuotare la vescica) e il bruciore a urinare. Questi sintomi vengono valutati usando il questionario dell’ International Prostate Symptom Score (IPSS), formulato per verificare la severità della patologia.

L’ipertrofia prostatica benigna è in genere una patologia progressiva, specialmente se non viene curata. L’incompleto svuotamento della vescica può portare all’accumulo di batteri, aumentando i rischi di cistiti. L’ uropatia ostruttiva, una patologia che deriva dalla ritenzione urinaria cronica può anche causare alterazione della contrattilità vescicale, formazioni di calcoli intravescicali, fino ad arrivare, nei casi più gravi, a problemi di alterazione della funzionalità renale.

La diagnosi

L’esplorazione rettale può rivelare un marcato ingrossamento della ghiandola e un aumento della sua consistenza e va sempre eseguito. Gli esami di primo livello nella valutazione dell’IPB sono l’ecografia prostatica sovra pubica e l’uroflussometria. Questi esami consentono di avere informazioni importanti sul flusso urinario, sulle dimensioni della prostata, e su eventuali comorbidità come diverticoli o calcolosi intravescicale.

L’ ecografia dei testicoli, della vescica e dei reni viene spesso effettuata per valutare le condizioni dell’intero apparato urogenitale. Spesso viene eseguito un esame del sangue, il PSA, per completare lo screening e valutare anche la possibilità di una patologia neoplastica, ma bisogna ricordare che il PSA NON serve nella valutazione della patologia prostatica benigna. Spesso i pazienti pensano che se il PSA è nella norma non sono necessarie visite o controlli, invece il PSA nella valutazione dell’IPB ha scarsa importanza

 

 Trattamento medico e chirurgico

In alcuni casi, l’ipertrofia prostatica può regredire con una terapia medica specifica ma, in genere, lo scopo della terapia medica è quella di arrestare l’evoluzione dei sintomi. In caso di fallimento del trattamento medico, può rendersi necessario un trattamento chirurgico. Sicuramente l’intervento più conosciuto è il classico intervento di resezione trans uretrale della prostata (TURP). Questo prevede l’asportazione parziale, ossia dell’adenoma centrale, della prostata attraverso l’uretra.

Trattamenti all’avanguardia

Nell’ultimo anno, qui a Villa Betania, abbiamo introdotto anche la tecnica del laser al tulio che è l’ultima frontiera della chirurgia al laser. La prostatectomia transuretrale mediante laser al tulio (THULEP) permette di trattare prostate che superano i 100 gr (il peso normale è circa 25 gr), ha una durata media di 90 minuti ed offre gli stessi risultati e la non invasività della classica tecnica endoscopica, ma apporta ulteriori importanti vantaggi come: la riduzione del sanguinamento (permettendo di trattare anche pazienti in terapia antiaggregante o anticoagulante), del tempo di cateterizzazione (in media il catetere viene rimosso nelle 30 ore successive!) e, quindi, dei giorni di degenza ospedaliera, con un più rapido ritorno alle normali attività quotidiane.

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