tumore

del rene

Subdolo e silente, il tumore del rene deve essere diagnosticato ad uno stato precocissimo per poter essere trattato senza l’asportazione dell’intero organo e con tecniche mini-invasive. Purtroppo essendo asintomatico, ancora oggi viene scoperto incidentalmente nel 35% dei casi.

TUMORE DEL RENE

 

Subdolo e silente, il tumore del rene deve essere diagnosticato ad uno stato precocissimo per poter essere trattato senza l’asportazione dell’intero organo e con tecniche mini-invasive.

 Che cos’è e come si manifesta

 

I tumori renali maligni rappresentano il 3% di tutti i tumori nell’uomo e l’adenocarcinoma del rene, o carcinoma a cellule renali, costituisce circa l’85-90% di tutti i tumori renali. Il suo sviluppo e le manifestazioni cliniche possono essere “capricciose”: nel 30% dei pazienti con questa neoplasia, infatti, la diagnosi viene fatta in base a sintomi non urologici. Il tumore del rene colpisce in Italia circa 8.500 persone ogni anno. Non si conoscono esattamente le cause che lo originano ma, grazie ai nuovi strumenti diagnostici, è possibile individuarlo ed intervenire precocemente.

 Diagnosi precoce

 

Subdoli e silenti, in passato i tumori del rene davano segno della loro presenza quando avevano già raggiunto dimensioni notevoli e, quindi, provocato danni alle strutture circostanti, con la comparsa di sangue nelle urine, l’aumento della pressione arteriosa, la dilatazione del rene fino, a vere e proprie insufficienze renali e metastasi. I tumori diagnosticati ad uno stadio così avanzato non potevano, quindi, essere curati.

Oggi, però, sappiamo di dover giocare d’anticipo, avvalendoci proprio di una diagnosi precoce per difenderci da questa forma di tumore: presso il polo tecnologico di RomaUrologia, qui a Villa Betania, il paziente viene sottoposto ad un’accurata ecografia renale bilaterale, all’esame delle urine volto alla ricerca di tracce di sangue microscopiche e alla valutazione della pressione arteriosa. Il consiglio? È quello di eseguire questi controlli ogni anno.

 Chirurgia mini-invasiva: quando e perché

La diagnosi precoce è, dunque, fondamentale perché permette di trattare il tumore del rene in maniera conservativa (anche se, ovviamente, la terapia da adottare dipende da una serie di fattori tra cui la grandezza della massa e dalla sua posizione). Che significa? Che, diagnosticando il tumore quando è ancora di piccole dimensioni, è possibile intervenire senza l’asportazione dell’organo intero ma andando a rimuovere solo la lesione, preservando così la funzionalità del rene residuo. Inoltre, prevenzione e diagnosi precoce ci consentono, di poter intervenire con moderne tecniche mini-invasivi quali la laparoscopia 3D e la chirurgia robotica.

Nei centri con dotazioni tecnologiche all’avanguardia – proprio come quello di RomaUrologia a Villa Betania – è possibile essere sottoposti, qualora ci siano le condizioni idonee, ad interventi di chirurgia mini-invasiva, laparoscopica e/o robotica.

I vantaggi rispetto alla chirurgia tradizionale “a cielo aperto”? A parità di risultati oncologici, ridotte perdite ematiche, una convalescenza in ospedale di sole 48-72 ore, minor dolore postoperatorio, cicatrici molto ridotte e tempi di recupero più brevi, con un più rapido ritorno alla normale vita sociale.

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