tumore

del testicolo

 

 

Grazie ai progressi medici degli ultimi anni, oggi 9 casi di tumore del testicolo su 10 possono essere curati con successo. Fondamentale imparare a praticare l’autoesame.

TUMORE DEL TESTICOLO

 

Grazie ai progressi medici degli ultimi anni, oggi 9 casi di tumore del testicolo su 10 possono essere curati con successo. Fondamentale imparare a praticare l’autoesame.

 Che cos’è e come si manifesta

Rappresentano l’1,5% circa delle neoplasie umane, con incidenza massima fra i 15 e i 40 anni; se curati adeguatamente, nei tempi giusti e in centri specializzati, i tumori del testicolo hanno tendenzialmente una buona prognosi. Solitamente, il tumore esordisce con un nodulo, un aumento di volume, un gonfiore o un senso di pesantezza del testicolo. Per questo è importante che gli uomini, sin da adolescenti, imparino a fare l’autoesame del testicolo, palpando l’organo di tanto in tanto per scoprire in tempo eventuali anomalie. Sottoporsi a controlli periodici da medici specialisti in urologia e andrologia è ancora più importante visto che per i tumori germinali del testicolo non esistono programmi di prevenzione organizzati.

 I fattori di rischio e la diagnosi

Quali sono i fattori di rischio?

  • criptorchidismo: cioè la mancata discesa nello scroto di uno dei testicoli che resta nell’addome o nell’inguine. Questa condizione aumenta le probabilità di trasformazione maligna delle cellule fino a 50 volte rispetto a chi non ne soffre, con un rischio variabile a seconda della sede. Le probabilità si riducono se l’anomalia viene corretta chirurgicamente prima dei sei anni di età;
  • sindrome di Klinefelter: un difetto genetico, con alterazioni di alcuni cromosomi;
  • familiarità.

La diagnosi del tumoreviene effettuata tramite un’ecografia dello scroto e il dosaggio di alcuni marcatori (alfa-fetoproteina, beta-HCG ed LDH), sostanze presenti nel sangue prodotte dalle cellule tumorali o indotte dalla presenza del tumore. Dopo la conferma, sarà necessario asportare il testicolo per esaminare il tumore nella sua estensione locale e sottoporre il paziente a ulteriori accertamenti per verificare se le cellule tumorali si siano o diffuse.

 I trattamenti

Quando il tumore è diagnosticato in fase iniziale ed è limitato al testicolo, la chirurgia è la prima scelta. Nelle forme più avanzate, invece, è necessario ricorrere alla radio o chemioterapia, considerando che questo tipo di tumore è molto sensibile agli effetti dei farmaci, con cui si ottengono ottimi risultati.

In sostanza, se in fase iniziale, è indicata l’asportazione chirurgica del testicolo e del funicolo spermatico, che può anche essere risolutiva. Negli stadi più avanzati, invece, con metastasi ai linfonodi dell’addome oppure in altri organi, la chemioterapia consente un buon controllo della malattia. Dopo l’asportazione del testicolo può essere inserita in sede una protesi che consente di mantenere l’aspetto estetico dello scroto.

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