tumore

della prostata

Può essere trattato con la chirurgia, la radioterapia, la terapia ormonale, occasionalmente la chemioterapia, o combinazioni di queste. Chirurgia robotica e bipsia fusion le eccellenze di RomaUrologia

TUMORE DELLA PROSTATA

 

Può essere trattato con la chirurgia, la radioterapia, la terapia ormonale, occasionalmente la chemioterapia, o combinazioni di queste. Chirurgia robotica e bipsia fusion le eccellenze di RomaUrologia

 Che cos’è e come si manifesta

Il tumore alla prostata è una formazione di tessuto costituito da cellule che crescono in modo incontrollato e anomalo all’interno della ghiandola prostatica. E’ diventato uno dei tumori più frequenti nella popolazione maschile dei Paesi occidentali. Molti fattori, compresi la familiarità e lo stile di vita, sono probabilmente implicati nello sviluppo del carcinoma prostatico.

Il tumore prostatico è in genere asintomatico, ecco il perché dell’importanza della visita annuale dai 50 anni di età, così come consigliano le linee guida internazionali.

Può essere scoperto con l’esame obiettivo o più frequentemente mediante il dosaggio del PSA (antigene prostatico specifico). In caso di sospetto tumore alla prostata è necessaria una biospia prostatica per avere la conferma mediante un esame istologico.

 Indagini e screening

Ecco gli esami che ci portano ad individuare una patologia neoplastica:

  • PSA: attraverso l’analisi di un campione di sangue viene controllato il livello di PSA, antigene prostatico specifico, una sostanza prodotta dalla prostata. Elevati valori di PSA, ovvero al di sopra di un livello di 2.5 ng/ml, possono indicare diverse cause, come un’infezione alla prostata o ingrossamento della ghiandola prostatica, ma possono indicare anche un tumore. Pertanto la valutazione specialistica è importante per una eventuale diagnosi precoce.
  • Esame digitale rettale: il medico inserisce nel retto un dito, previa lubrificazione e con la protezione di un guanto, al fine esaminare la prostata alla ricerca di anomalie nella struttura, forma e dimensioni della ghiandola.
  • Ecografia trans rettale: viene utilizzata per valutare ulteriormente la prostata. Una piccola sonda viene inserita nel retto per riprodurre un’immagine della ghiandola prostatica. Consente di identificare in modo appropriato adenoma, zona periferica con eventuali zone definite “ipoecogene”, sospette per tumore prostatico.
  • Biopsia prostatica: sotto guida ecografica il medico preleva 16-18 campioni (minuscoli pezzetti di prostata) per effettuare una valutazione anatomo-patologica. Questi campioni di tessuto permettono di avere una eventuale diagnosi di tumore della prostata, permettendo così di scegliere la modalità di trattamento più indicata.
  • Fusion Biopsy o biopsia in fusione di immagini: una metodica di ultimissima generazione che permette di sovrapporre le immagini delle aree della prostata sospette per tumore, identificate alla risonanza magnetica multiparametrica, con quelle dell’ecografia al momento della biopsia. In questo modo si va a colpire la zona target riducendo ulteriormente la possibilità di non colpire la zona indicata come sospetta.

 I trattamenti

Il tumore prostatico si può trattare con la chirurgia, la radioterapia, la terapia ormonale, occasionalmente la chemioterapia, o combinazioni di queste. L’età e lo stato di salute del paziente, così come l’eventuale diffusione del tumore e l’aspetto microscopico, sono importanti per determinare la prognosi e scegliere in trattamento più adeguato.

L’intervento di prostatectomia radicale rimuove in blocco la ghiandola prostatica e le vescicole seminali ed è considerata la terapia standard per la cura del tumore prostatico localizzato, per le elevate percentuali di guarigione; se necessario solo successivamente verrà consigliata una eventuale radioterapia.

Per il trattamento chirurgico, oltre alla chirurgia tradizionale a cielo aperto, a Villa Betania, il team di Roma Urologia dispone anche di metodiche mini-invasive quali la laparoscopia in 3D e la chirurgia robotica, metodica ulteriormente mini invasiva, che, oltre a minori perdite ematiche intraoperatorie, diminuisce in modo sensibile le comorbidità legate a questo intervento come l’incontinenza e l’impotenza sessuale, permettendo una chirurgia di alta precisione per il risparmio dei fasci neuro vascolari necessari per l’erezione. La chirurgia robotica per i tumori prostatici, ha un tempo operatorio compreso tra i 120 e i 150 minuti e consente una dimissione tra le 24 e le 36 ore successive all’intervento stesso.

 

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